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  • Ente Nazionale per il Turismo Romania

    A Capodanno in Romania si fanno gli auguri agli animali
    In Romania sono ancora vive antiche usanze e credenze popolari, ad esempio in alcune zone si crede ai folletti e alle fate, si seguono riti propiziatori con pane, acqua o elementi semplici.
    In molti casi la tradizione è legata alla natura, come nel caso della notte di San Silvestro. A Capodanno in Romania è infatti buona usanza parlare con gli animali che si incontrano facendo loro gli auguri per il nuovo anno.

    Tradizioni
    Anticamente, per i rumeni la capra era l’animale che faceva la sua apparizione prima dei cambiamenti climatici ed è quindi divenuta nel tempo oggetto di culto. Il ballo cosiddetto”della capra”, che ne rappresentava l’uccisione, la sepoltura e la resurrezione era una cerimonia religiosa solenne.

    Attualmente, nell’ambito delle feste agrarie di fine d’anno, il ballo è divenuto un rituale propiziatorio della fertilità, dell’abbondanza dei raccolti e dell’aumento dei capi di bestiame. La maggiore prosperità invocata per l’anno futuro è rappresentata dai chicchi di grano lanciati verso il cielo dal padrone di casa nell’ambito della processione “della capra”.

    Il ballo della “capra”, che si è diffuso in tutto il paese alla fine del diciannovesimo secolo, veniva considerato un ballo pagano, al punto che molta gente rifiutava di ricevere la processione nelle proprie case, poiché vietata dalla religione cristiana . Al giorno d’oggi il ballo è soltanto un pretesto per uno degli eventi artistici tradizionali, un’occasione per fare sfoggio di ornamenti vistosi e oggetti domestici (tappeti e tovaglie ad esempio), tutti usualmente di colori vividi, considerati di buon auspicio per l’anno entrante.

    La sera di Capodanno gruppi di uomini celibi o sposati da poco vestono un antico costume decorato con immagini che ricordano la principale attività della popolazione, l’agricoltura, e compiono un rito che è di buon auspicio per la fertilità dell’anno che verrà.

    Rifugi in Romania
    In quella regione dell’Europa Orientale in cui i Balcani e il Danubio si incontrano, si trova la Romania, una nazione dal tipico clima continentale con inverni freddi e estati calde. Confina con l’Ucraina, la Repubblica di Moldavia, l’ Ungheria, la Serbia e la Bulgaria ed è bagnata dal Mar Nero.
    Lo stato è fortemente legato agli antichi romani, già evidente dalla denominazione ufficiale del paese. Difatti le sue radici culturali e linguistiche risalgono all’epoca della colonizzazione romana della Dacia nel 106 dopo Cristo. Il dominio durò all’incirca 2 secoli, ma ha lasciato una macchia indelebile, anche in quanto nella fase post comunista si investì molto per esaltare la continuità tra romeni e romani. Infatti come effetto evidente la denominazione di strade, edifici e piazze richiama alla Roma classica molto più che nei paesi latini e nell’Italia.
    Molto legate alla cultura e alla tradizione della Romania due sue regioni: la Moldavia per i numerosi eventi storici occorsi e la Transilvania per la legenda del Conte Dracula.

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