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Capodanno a Roma

Il Capodanno è di Roma

I festeggiamenti in occasione del passaggio dal vecchio al nuovo anno hanno origine proprio nella Capitale: le celebrazioni del 1° gennaio furono fissate dal pontefice, la più alta autorità religiosa per i romani, nel 191 a.C. e, la festività correlata, intensa di riti e costumi, fu dedicata a Giano, il dio bifronte, colui che guarda sia avanti che indietro.

Semel in anno licet insanire

L’istituzione del Capodanno a Roma non spazzò via i riti tradizionali del calendario romano: così il 1° gennaio divenne diretta conseguenza e chiusura dei “Saturnalia”, ossia delle festività che caratterizzavano il mese di Dicembre dedicato al dio Saturno. Secondo la tradizione, a chiusura dell’anno, era lecito impazzire, in latino “Semel in anno licet insanire”: le eccezioni avrebbero confermato la regola e mantenuto la norma a garanzia, rispettata e seguita nei giorni a venire.

Il gioco degli opposti

Così nell’antichità, durante i Saturnalia, i poveri prendevano il posto dei ricchi, i bambini degli anziani, i servi dei padroni e così via: tutto al contrario e, più che un’eccezione, lo scambio del ruolo diventava, per una volta, l’essere altro o diverso, peggiore o migliore, ricco o povero, giovane o vecchio, un gioco degli opposti e dell’imitazione, dell’inconsueto e dell’improbabile.